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martedì 5 febbraio 2013

Parentesi...

Eccoci qui di nuovo...

È un po' che non scrivo, ma non perchè mi sia passato l'entusiasmo o perchè abbia rimpiazzato il mondo dei bambini e la lettura con altri inetressi, anzi.
È stato un periodo un po' così: la piccola Adelaide, la mia 1enne, ha pensato bene di tenere tutta la famiglia impegnata in un ricovero ospedaliero del tutto inaspettato (come del resto fa ogni circa due mesi da quando è venuta al mondo!).
La diagnosi??? Artrite al ginocchio!

Ebbene sì...
Non si è accontentata di farci correre per bronchioliti varie, sospetta celiachia, episodio di ipotonia... no... voleva stupirci con una bella artrite, curata (fortunatamente) con un bel mesetto di antibiotici indovena e intramuscolo e antinfiammatori: delle bombe medicinali praticamente!!!

Ma, a parte lo spavento e i suoi strilli (assolutamente giustificati) alla sola vista dei camici bianchi, stiamo tornando alla nostra routine, sebbene molto stressati!
Questo post non è che sia molto inerente a ciò che intendiamo fare in questo blog, ma vuole essere una giustificazione alla latitanza di questi giorni e soprattutto una riflessione.
L'ospedale, soprattutto il Bambin Gesù e tutti gli ospedali pediatrici, hanno, oltre all'indispensabile ruolo curativo dei propri pazienti, un effetto collaterale anche per chi assiste i propri "cuccioli"! 

Corriamo, corriamo, corriamo... La nostra quotidianità ci divora, i nostri impegni, la nostra routine, il lavoro, le attività pomeridiane, lo shopping, la spesa, la cena, i capricci dei nostri bimbi, i nostri nervosismi dovuti allo stress, le belle gite fuoriporta, la chiacchiera con le mamme fuori scuola, le aspettative, i sogni, le delusioni, i progetti... questa è la vita fuori di lì!


Dentro, nell'ospedale invece, tutto ha un altro aspetto, tutto è lento:
non si corre, si aspetta, gli unici impegni che si hanno riguardano la somministrazione di terapie, non ci sono attività pomeridiane diverse da quelle mattiniere, non si fa shopping se non alle macchinette dispensatrici di caffè, la spesa non serve, i bambini hanno tutto il diritto di fare capricci, fuoriporta si intende il corridoio, ma si continua ad avere aspettative, sogni, progetti e purtroppo anche delusioni!

Fuori dall'ospedale servirebbero giornate di 72 ore, dentro l'ospedale le 24 ore sembrano 72!!!!

E allora, promettendo di tornare con argomenti allegri e meno impegnativi, in questo post voglio domandarvi e domandarmi: ma che corriamo a fare? Non sarebbe meglio provare ad assaporare di più ciò che abbiamo!?!?

Sara

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