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lunedì 27 gennaio 2014

Buona semplicità a tutti!

Bhè si sa.... I bambini sono come spugne: sono ciò che respirano, che vivono, che vedono.

Per questo, pur non avendo alcuna remora nel mostrare loro le mie debolezze e i miei momenti di sconforto, rimanendo così umana ai loro occhi, tendo e tento di trasmettere alle mie bambine l'importanza che ha un approccio positivo nei confronti della vita, con lo scopo di raggiungere la propria felicità.

Sottolineo "la propria" felicità... Perchè la felicità non è unica, è ciò che di più soggettivo possa esistere.
Ognuno è felice a modo proprio.
È strano infatti vedere infelicità dove, a proprio dire, non ce ne sarebbe bisogno e stupirsi nel trovare felicità in situazioni in cui non ci si aspetterebbe affatto di trovarne.

Questa mattina mi sono imbattuta in un articolo che titolava :

" Sei davvero felice? I 10 segnali che lo dimostrano"

La mia risposta di primo impatto? Si,si si... Sono felice e vorrei strillarlo al mondo intero, ma non per primeggiare nei confronti di chi non lo è, bensì per dimostrare che la felicità spesso è fatta di piccole consapevolezze ( questa parola l'ho scoperta ed apprezzata ultimamente, grazie ad un percorso lavorativo che stiamo facendo con il nostro mentore Giuseppe Masili): l'abbraccio di un figlio, lo sguardo complice di un marito, un regalino inaspettato dai genitori, un pomeriggio con le amiche di sempre, una considerazione di stima da parte di un capo, il vento sul viso mentre si pedala in una giornata tersa...e potrei continuare per ore!

E allora se la felicità è fatta di cose semplici, buona semplicità a tutti!!




Gli ottimisti tendono a interpretare i propri problemi come transitori, controllabili e circoscritti a un’unica situazione. I pessimisti, invece, ritengono che i loro problemi siano permanenti, incontrollabili e inficino tutta la loro vita. 
[MARTIN SELIGMAN (2002), "La costruzione della felicità", Ed. Sperling] 



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